Rete In Movimento
La F.I.S.H. in partenariato con A.I.S.M. , A.I.P.D. e F.I.A.D.D.A.,A.N.F.F.A.S. e con il C.N.D. (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) ha sviluppato il progetto Rete in Movimento. Il progetto si articola in una quindicina di laboratori in altrettante località del Paese con l’adesione dei rispettivi enti locali, tra i quali anche Venezia. L’attività dei laboratori avrà una prima fase di conoscenza e formazione sugli aspetti della Convenzione Internazionale sui diritti delle persone con disabilità, ed una seconda propositiva sull’applicazione della stessa nel territorio.
Il percorso comune dei laboratori consiste nel realizzare , in modo partecipato tra associazioni ed istituzioni, un lavoro di analisi ed elaborazione che:
- Individui le parti della Convenzione relative al metodo partecipativo e ai nodi dell’accesso e fruizione dei servizi locali;
- Metta in luce le peculiarità dei territori, in funzione del rispetto dei diritti umani sancito dalla Convenzione, attraverso attività di monitoraggio dei servizi esistenti e di valutazione delle politiche intraprese;
- Individui e metta in campo iniziative, azioni positive e interventi, affinché il recepimento dei valori e degli impegni che la Convenzione indica siano tradotti concretamente non solo negli atti degli Stati, ma anche nelle delibere dei Consigli regionali, provinciali e soprattutto, comunali.
I Laboratori rappresentano, dunque, un luogo neutro, dove si possono discutere e far propri principi e valori, ma dove è possibile anche valutare e ripensare i servizi esistenti, progettare interventi innovativi, elaborare proposte da tradurre in iniziative di politica territoriale, sperimentare cambiamenti.
I risultati attesi dalle attività laboratori ali possono essere sintetizzati in:
1. Promozione attività di formazione e comunicazione sui contenuti della Convenzione;
2. Elaborazione di proposte di leggi regionali e nazionali di ratifica della Convenzione;
3. Radicamento della cultura della partecipazione della società civile e dell’integrazione interistituzionale;
4. Realizzazione di attività di monitoraggio e valutazione del sistema dei servizi territoriali;
5. Sviluppo di una progettualità locale che traduca concretamente, secondo i diversi livelli do competeza, la strategia dei diritti umani in progetti operativi;
6. Sperimentazione di azioni innovative.
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